Cavaleri (Ema) “No a troppi booster, rischi per sistema immunitario”/ E su farmaci…

Il Sussidiario – Silvana Palazzo, 12 gen 2022

Non bisogna avere fretta di rafforzare la campagna vaccinale anti Covid con richiami troppo ravvicinati, perché si potrebbe ottenere l’effetto opposto a quello auspicato. Anziché potenziare la risposta del sistema immunitario, si rischia di indebolirlo. L’avvertimento arriva dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) tramite le parole di Marco Cavaleri, che è il responsabile della strategia sui vaccini, secondo cui al momento non ci sono dati sulla quarta dose, quindi senza è impossibile arrivare ad una raccomandazione. «Sebbene l’uso di richiami aggiuntivi possa far parte dei piani di emergenza, le vaccinazioni ripetute a brevi intervalli potrebbero non rappresentare una strategia sostenibile a lungo termine», ha dichiarato nella conferenza stampa di ieri da Amsterdam. Secondo l’alto funzionario dell’agenzia Ue, la somministrazione di booster ogni quattro mesi potrebbe far sovraccaricare il sistema immunitario delle persone.

«Siamo abbastanza preoccupati riguardo una strategia che preveda vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve».

Le preoccupazioni nello specifico sono due:

«La prima è che se scegliamo una strategia per la quale diamo dosi ogni quattro mesi, finiremo potenzialmente per avere problemi con la risposta immunitaria».

Questo perché

«la risposta del sistema immunitario potrebbe non essere così buona come vorremmo che fosse, quindi dovremmo fare attenzione a non sovraccaricare il sistema immunitario con ripetute immunizzazioni». Inoltre, c’è il rischio di «affaticare» i cittadini aumentandone «l’esasperazione nei confronti della frequente somministrazione del vaccino».

Di conseguenza, se da un punto di vista epidemiologico, vedendo la situazione, somministrare dosi booster dovesse essere la soluzione,

«allora si potrà fare una volta o forse due, ma non è una cosa che possiamo ripetere costantemente».

Chiaramente il discorso di Marco Cavaleri sui booster fa eccezione quando si parla di immunodepressi e vulnerabili. In ogni caso bisogna cominciare a prendere in considerazione una nuova strategia per trasformare la pandemia Covid in endemia.

“Cambiare strategia su campagna vaccinale”

Per l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) bisognerebbe invece distanziare i richiami, allungando gli intervalli e sincronizzandoli con l’inizio della stagione più fredda, proprio come accade per i vaccini antinfluenzali.

Dunque, la migliore ipotesi per passare a uno scenario endemico, secondo Marco Cavalieri, sarebbe ripetere il richiamo una o due volte e concentrare la sua somministrazione nei mesi più freddi dell’anno. Ma il funzionario ha anche posto un freno alla corsa all’aggiornamento dei vaccini contro le nuove varianti.

Quel che serverebbe ora è raccogliere più dati sull’efficacia dei vaccini a disposizione contro le nuove varianti, in particolare quella Omicron.

«È importante che ci sia una buona discussione sulla scelta della composizione del vaccino per essere sicuri di avere una strategia che non sia solo reattiva, e cercare di trovare un approccio che sia adatto per prevenire varianti future»

ha spiegato il responsabile della strategia sui vaccini dell’Ema.

A proposito della variante Omicron, Marco Cavalieri ha spiegato che

«sta diventando rapidamente dominante in Europa e, nonostante molti studi dimostrino che questa variante provochi la metà dei casi rispetto alla variante Delta, è da ritenere pericolosa per la sua maggiore trasmissibilità».

Bisogna tener conto, quindi,

«del carico potenziale che può creare Omicron sui sistemi sanitari e non considerarla semplicemente come una variante che provoca una lieve influenza».

Per quanto riguarda l’efficacia dei vaccini anti Covid, due dosi proteggono al 70% contro rischio ospedalizzazione, mentre la protezione sale al 90% dopo la terza dose. Ma Marco Cavaleri nella conferenza stampa si è occupato anche dei farmaci antivirali come Paxlovid, sviluppato da Pfizer, ma anche quelli per via endovenosa come Remdesivir, i quali contro la variante Omicron «mantengono la loro efficacia e possono aiutare a limitare il carico di malattia associato a questa variante».

Video: EMS Press Briefing, 11 gen 2022



Ema, la scienza ballerina, cambia dalla sera alla mattina

Il Simplicissimus – Alberto Capece, 13 gen 2022

La scienza ubriaca di soldi, la scienza spazzatura, la scienza che diventa l’altare degli idioti e degli idolatri, cambia parere ogni giorno a seconda degli interessi e dell’opportunismo rispetto al copione generale: un mese fa l’Ema, l’ente europeo dei medicinali ha affermato che aveva senso «dare la terza dose del vaccino Covid tre mesi dopo la prima doppia vaccinazione», a causa delle preoccupazioni sulla variante Omicron. Preoccupazioni in realtà del tutto infondate visto che dal Sudafrica giungevano report confortanti sulla mitezza della variante e che non si capisce come un vaccino utile per il virus di due anni fa possa essere efficace contro una variante attuale. Però il gioco è già cambiato  di fronte probabilmente all’ostilità che si va sviluppando verso la prospettiva di dosi senza fine e di fronte anche ai dati sempre più drammatici dei malati da vaccino e le autorità sanitarie europee ora ritengono  che frequenti richiami di Covid potrebbero influenzare il sistema immunitario:  Marco Cavaleri, responsabile della strategia dei rischi e dei vaccini per la salute biologica dell’EMA, ha affermato che l’attuale politica di somministrare nuove vaccinazioni di richiamo ogni quattro mesi potrebbe indebolire il sistema immunitario.

Naturalmente questi si parano sempre il culo in gruppo e la nuova posizione dell’Ema giunge a poche ore dopo che Il gruppo consultivo tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sulla composizione del vaccino contro il Covid-19 ha avvertito l’11 gennaio che è improbabile possa essere appropriata e sostenibile una strategia di vaccinazione basata su punture  ripetute di richiamo anche perché è inutile somministrare vaccini esistenti contro nuove varianti. In realtà avrebbero dovuto dire vaccini a mRna perché i vaccini normali sono meno sensibili alle variazioni virali.

Ora però sono rimasto davvero incuriosito dall’idea che più punture potrebbero indebolire il sistema immunitario mentre una o due o tre invece – ovvero quelle fino ora obbligatorie in molti Paesi – non avrebbero alcuna conseguenza.

Infatti in realtà lo stato delle attuali conoscenze derivate da dalle sperimentazioni fatte ormai da parecchi anni sul ruolo dei  linfociti T regolatori (Treg) soprattutto in relazione alle vaccinazioni antinfluenzali, dimostrano che essi, assieme alle citochine, “limitano la risposta immunitaria contro le infezioni virali”. Ora il meccanismo attraverso cui tutto avviene è parecchio complesso e come introduzione all’argomento potrei proporre  la lettura questa ricerca, ma è assolutamente chiaro che il meccanismo di riduzione dell’efficienza del sistema immunitario è progressivo e cumulativo, aumenta ad ogni puntura, ma è presente in ognuna delle dosi. Il che è ormai evidente dal fatto che più sono le punture più aumenta anche la frequenza percentuale con cui ci si ammala di covid, influenza e insomma delle malattie portate dai virus di stagione e non ben definite dai tamponi.

Adesso ci si sta rendendo conto che procedendo nel piano di controllo della popolazione attraverso le vaccinazioni eterne si potrebbe andare incontro a una catastrofe sanitaria in poco tempo e perciò si comincia a far marcia indietro confondendo le tracce. Così mentre fino a ieri si negavano le evidenze del fallimento vaccinale, adesso esse cominciano ad essere valutate.

Il vero problema politico dietro tutto questo è di rendere graduale e infingardo lo smontaggio della narrazione riuscendo nel contempo a riciclarsi e a mantenere in vita l’apparato di riduzione delle libertà e dei diritti che potrebbe scattare ad ogni emergenza. Cosa che mantenere in vita il green pass riciclando in altro modo. E’ su questo che dovremo esercitare la vigilanza.

Una opinione su "Cavaleri (Ema) “No a troppi booster, rischi per sistema immunitario”/ E su farmaci…"

  1. Purtroppo oggi la Danimarca sembra non tenere conto di queste importanti osservazioni. Vedremo presto quali e quanti Paesi approfondiranno le indicazioni dell OMS

    "Mi piace"

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito